LE ROSE DI SANTA CHIARA

Chiara aveva bisogno, specie nei primi tempi, d’esser guidata. Temeva di non sapersi dirigere, da sola, sulla via della perfetta povertà. Sollecitava perciò una visita del maestro. Francesco, di quando in quando la visitava. Le sue apparizioni a San Damiano erano fugaci. Bussava alla porta, salutava dicendo: – Pace e bene.
Dava un’occhiata d’intorno. Vedeva che il convento era la «torre fortificata della sovrana povertà». Nulla d’inutile e di futile. Nulla di fa­stoso e di superfluo.
E nulla neppure di squallido e di triste. Po­vertà lieta e pulita. Serenità accogliente.
Tutto era chiaro dov’era Chiara ; tutto era grazioso dov’era la Grazia di Dio.
Un giorno d’inverno Francesco stava per partire com’era venuto, senza accettare nessun conforto, oltre a quello che gli veniva dalla perfetta povertà e dalla perfetta letizia di quelle giovani recluse. S’avviò così alla porta. Fuori il vento fischiava voltando e rivoltando i rami degli olivi. Il nevi­schio turbinava sul sagrato. A piedi nudi Fran­cesco s’inoltrò sulla neve.
Chiara lo segui, indietro di qualche passo. Voleva trattenerlo. Almeno voleva la promessa d’un’altra prossima visita.
Francesco si tirò il cappuccio sulla fronte
Sorella Chiara, è bene, per la faccia del mondo, dividersi. Ti lascio alle tue cure. Chiara, nel chiarore della neve che copriva la terra, si sentì smarrita
– Che farò senza di te ? Tu mi guidi e m’il­lumini.
Francesco alzò gli occhi al cielo livido – Il Signore ti guiderà.
E non ci rivedremo più ?
Francesco si guardò attorno. Misurò il tempo, scorgendo un cespuglio di spini ricoperto di neve. – Ci rivedremo quando rifioriranno le rose. Era il principio dell’inverno e le rose non sa­rebbero fiorite che a primavera inoltrata. Fran­cesco voleva mettere tra sé e Chiara un’intera stagione. – Sia fatta la tua volontà, insieme con quella del Signore – rispose Chiara. abbassando la testa. Francesco fece per allontanarsi, ma un inatteso rossore lo fermò. Sul cespuglio, improvvisamente, miracolosamente, era fiorito un cespo di rose. Chiara, sotto il suo doppio velo, sorrideva, e quando Francesco sparì, verso Spello, nel turbi­nio della neve, ridiscese verso San Damiano, con un fascio di rose in mano, che depose ai piedi del Crocifisso.

(Dai Fioretti di Santa Chiara)

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