LA VIGNA

In quello stesso periodo, il beato Francesco a causa della sua malattia d’occhi soggiornò presso la chiesa di San Fabiano, non lontano da quella città, ospite di un povero prete secolare. Aveva allora residenza in Rieti il signore papa Onorio III con i cardinali. E molti di costoro e altri ecclesiastici di alto grado, per riverenza e devozione verso Francesco, venivano a fargli visita quasi ogni giorno. Possedeva quella chiesa una piccola vigna, che si estendeva vicino alla casa dove dimorava Francesco. Da una porta di questa quasi tutti i visitatori passavano nella vigna contingua, attirati sia dalla stagione delle uve mature, sia dall’amenità del luogo che invitava a sostarvi. Successe quindi che, a motivo di quel viavai, la vigna fu pressoché tutta messa a soqquadro ... Il prete cominciò ad agitarsi e protestare, dicendo: “Quest’anno il raccolto è perduto. Per quanto piccola, la vigna mi dava il vino sufficiente al mio bisogno”. Sentito questo lamento, Francesco lo fece chiamare e gli disse: “Non star male e non agitarti! Ma confida nel Signore. Dimmi, quante some hai fatto, negli anni di migliore raccolto?” Il sacerdote gli rispose: “Fino a tredici some, padre”. E Francesco: “Coraggio, non contristarti più, non ingiuriare nessuno, non fare lamentele in giro, abbi fede nel Signore e nelle mie parole. Se raccoglierai meno di venti some, prometto di rifondertene io”. Il sacerdote si calmò e stette tranquillo. E accadde per intervento di Dio che raccolse effettivamente non meno di venti some, come Francesco gli aveva promesso.

(CA 67, e cfr. cap XIX dei Fioretti)

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