GIULLARI DI DIO

Lo spirito di Francesco era immerso in così gran dolcezza e consolazione, che voleva mandare a chiamare frate Pacifico --che nel secolo veniva detto “il re dei versi” ed era gentilissimo maestro di canto--, e assegnargli alcuni frati buoni e spirituali, affinché andassero per il mondo a predicare e lodare Dio. Voleva che dapprima uno di essi, capace di predicare, rivolgesse al popolo un sermone, finito il quale, tutti insieme cantassero le Laudi del Signore, come giullari di Dio. Quando fossero terminate le Laudi, il predicatore doveva dire al popolo: «Noi siamo i giullari del Signore, e la ricompensa che desideriamo da voi è questa: che viviate nella vera penitenza». E aggiunse: «Cosa sono i servi di Dio, se non i suoi giullari che devono commuovere il cuore degli uomini ed elevarlo alla gioia spirituale?». Diceva questo riferendosi specialmente ai frati minori, che sono stati inviati al popolo per salvarlo.

(Dalla Compilatio Assisiensis o Legenda perugina e FF 1592)

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