EREMI DI MAREMMA




EREMI E ROMITORI

EREMO (dal greco ἔρημος érēmos), un luogo di difficile accesso, dove uno o più individui, detti eremiti anacoreti (dal greco ἀναχωρητής anachōrētēs, derivato da ἀναχωρεῖν anachōrêin, ritirarsi), si auto-escludono dalla società solitamente per condurre una vita di preghiera e/o ascesi a stretto contatto con la natura .
(Wikipedia)

ROMITORIO s. m. [der. di romito]. – Luogo dove abitano romiti, eremo, eremitaggio: "si ritirò a [...] vivere in un romitorio tra i monti". In senso figurato, luogo molto isolato, solitario.
(Treccani)





EREMO DI SANT’ANTONIO IN VAL D’ASPRA 
(Ruderi di chiesa-romitorio – XII-XIII secolo)
Località: Casale di Pari di Civitella Paganico (GR)
Quel poco che rimane ancora in piedi dell’eremo di Sant’Antonio in Val d’Aspra è situato nella parte settentrionale del comune di Civitella Paganico e non lontano dalle Terme di Petriolo. Citato per la prima volta in un documento datato 1206, viene fondato tra il XII ed il XIII secolo dai nobili Ardengheschi per offrire ospitalità agli eremiti della loro zona. Ma già nel corso del Duecento si trova temporaneamente alle dipendenze della congregazione dei guglielmiti e dell’eremo di Malavalle, per poi passare nella seconda metà dello stesso secolo all’ordine degli agostiniani. A partire dal Quattrocento, forse a causa della sua posizione estremamente periferica, scade di importanza e comincia un declino protrattosi per alcuni secoli, fino alla sua definitiva soppressione nel 1782, anno in cui furono chiuse molte altre strutture conventuali e monastiche della Toscana. L’edificio religioso verrà poi rilevato da alcuni privati, prima di finire nell’odierno stato di abbandono e rovina.

EREMO DI SANTA CROCE 
(Chiesa-romitorio – XIII secolo)
Località: Monterotondo Marittimo (GR)
L’eremo di Santa Croce è posto alle pendici del monte Santa Croce, nel territorio comunale di Monterotondo Marittimo. Di stile tardo-romanico, forse di origine duecentesca, è stato probabilmente una delle sedi dell’ordine agostiniano nel grossetano. All’interno, di particolare interesse, l’altare con un Crocifisso scolpito sulla pietra.

CELLA DEL BEATO GIACOMO 
(Cella eremitica – XIII secolo)
Località: Montieri (GR)
La cella del Beato Giacomo è un piccolo ambiente addossato al lato sinistro della chiesa romanica di San Giacomo Apostolo (prima metà del XIII secolo) e comunicante con l’edificio sacro per mezzo di un cunicolo, ove nella seconda metà del Duecento visse Giacomo Papocchi da Montieri. Secondo la tradizione, resosi protagonista di un furto, si avvicinò al monachesimo e trascorse gli ultimi anni della vita rinchiuso nella cella per espiare la colpa. All’interno, una tela datata 1618 con Cristo che dà la comunione al beato Giacomo.




EREMO DI MALAVALLE 
(Ruderi di complesso cenobitico – XII secolo)
Località: Castiglione della Pescaia (GR)
L’eremo di San Guglielmo di Malavalle, immerso nella macchia mediterranea, all’interno del comune di Castiglione della Pescaia, deve la sua origine alla figura leggendaria di san Guglielmo, nobile guerriero francese che si dedicò all’eremitaggio e alla penitenza proprio nei luoghi in cui, secondo la tradizione, avrebbe sconfitto un drago. Il monastero è degno di particolare attenzione in quanto rappresenta la casa madre dell’ordine guglielmita: il primo nucleo del complesso venne infatti edificato alla fine del XII secolo sulla tomba di san Guglielmo, morto nel 1157. A partire dal 1500 il monastero restò abbandonato per un lungo periodo, fin quando nel 1597 vi si insediò una piccola comunità di monaci agostiniani capeggiati dal venerabile Giovanni da San Guglielmo. Il 1782 è l’anno del definitivo abbandono e dell’inevitabile degrado. Dell’antico convento rimangono parte del chiostro, con le celle dei monaci, e i resti di una torre settecentesca. La chiesa, il cui impianto originario risale al XIII secolo, era a navata unica con copertura a botte.



EREMO DI SANT’ANNA A TIRLI 
(Chiesa-romitorio – XVII secolo)
Località: Castiglione della Pescaia (GR)
L’eremo di Sant’Anna deve le sue origini al venerabile padre Giovanni Nicolucci da San Guglielmo dell’ordine degli agostiniani nei primi anni del Seicento, la stessa epoca in cui veniva costruito il convento di Sant’Agostino a Tirli cui era collegato. Nei secoli successivi il nucleo religioso, in concomitanza con la chiusura delle altre strutture monastiche o conventuali presenti nella zona, sarà via via abbandonato. Agli inizi del Novecento la struttura versava oramai in pessime condizioni ed a metà del secolo scorso, poi, erano rimasti solo dei ruderi. Nel 1971, sui resti dell’antica struttura, viene costruito un nuovo edificio religioso.




ROMITORIO DI SAN GUGLIELMO 
(Chiesa-romitorio – XVI secolo)
Località: Buriano di Castiglione della Pescaia (GR)
Il romitorio di San Guglielmo, si trova immerso nella boscaglia a pochi chilometri dall’abitato di Buriano. Viene edificato nel Cinquecento dal venerabile padre Giovanni da Batignano, nel luogo in cui si narra che la Madonna sia apparsa a san Guglielmo, rifugiatosi in questo luogo prima di fondare l’eremo di Malavalle. Il complesso, restaurato una prima volta nel 1758, comprende una chiesetta rustica in muratura, una casa e altre strutture destinate ad uso agricolo. Il luogo sacro è tutt’ora meta di pellegrinaggi e processioni.




ROMITORIO DI SANTA PETRONILLA 

(Ruderi di complesso cenobitico – XV secolo)
Località: Pian di Rocca di Castiglione della Pescaia (GR)
Il romitorio di Santa Petronilla era un complesso monastico situato all’interno delle cosiddette “bandite di Scarlino” nel territorio di Castiglione della Pescaia. Risaliva sicuramente all’epoca rinascimentale, intorno al Quattrocento, la costruzione della piccola chiesa (ad aula unica ed a pianta rettangolare) nel luogo di culto primordiale lungo un ruscello, dalle cui acque la tradizione vuole che la Santa sia stata miracolosamente guarita dalla lebbra. La piccola chiesa, divenuta una meta sempre più frequentata da pellegrini e da fedeli che vi si recavano a pregare per i malati,  a partire dal Cinquecento è stata ampliata ed accompagnata dalla realizzazione di un capiente romitorio. Il luogo di culto e la struttura monastica continuarono a svolgere le funzioni per tutto il Seicento e gran parte del Settecento, nella seconda metà del quale, per motivi alquanto oscuri, il complesso religioso venne progressivamente abbandonato, tanto che nel 1782 si decideva la sua definitiva soppressione. Dell’antico romitorio sono ancora individuabili alcuni resti delle mura e del basamento in pietra.



ROMITORIO DI SANT’ANSANO 
(Ruderi di chiesa-romitorio – XVII secolo)
Località: Giuncarico di Gavorrano (GR)
I resti del romitorio di Sant’Ansano si trovano nel territorio comunale di Gavorrano, nel grossetano. La struttura dell’antico complesso, che comprendeva anche una piccola chiesa, per quanto completamente crollata, lascia intravvedere una cripta voltata, la facciata con un rosone e due cantonali a scarpa ai lati del portale d’ingresso.



EREMO DI SANTA LUCIA 
(Ruderi di chiesa-romitorio – XVII secolo)
Località: Batignano di Grosseto (GR)
Quel che rimane dell’eremo di Santa Lucia, eretto dai seguaci di padre Giovanni da San Guglielmo dell’ordine agostiniano intorno al Seicento, si trova nella campagna attorno all’abitato medievale di Batignano nel grossetano.




ROMITORIO DI SANTA MARIA MADDALENA 
(Ruderi di chiesa-romitorio – XIII secolo)
Località: Montepescali di Grosseto (GR)
Il romitorio di Santa Maria Maddalena è stato edificato nel corso del Duecento lungo l’antica via che conduceva a Malavalle. La struttura religiosa, la cui chiesa faceva parte integrante di un complesso monastico minore appartenente all’ordine dei guglielmiti, pur passando nei secoli successivi ad  altri ordini religiosi, ha sempre mantenuto viva l’originaria funzione eremitica e, solo nel corso del Cinquecento, per evitare l’abbandono, fu trasformata in una cappella di campagna frequentata da molti fedeli. Questo, tuttavia, non ne impedì l’inevitabile declino che cominciò a verificarsi attorno alla seconda metà del XVIII secolo. Il romitorio, che si presenta oggi in stato di rudere, lascia prefigurare un nucleo costituito da una chiesetta e da altri edifici che si affacciavano su un piccolo cortile o chiostro con la cisterna centrale. La chiesa era a navata unica anabsidata e con facciata caratterizzata dalla porta d’ingresso incorniciata da un arco romanico a tutto sesto.

ROMITORIO DELLA CROCINA 
(Ruderi di chiesa-romitorio – VIII-IX secolo)
Località: Scarlino (GR)
I resti dell’antico romitorio della Crocina si trovano nel territorio comunale di Scarlino e lasciano prefigurare quello che un tempo doveva essere l’edificio sacro. Probabilmente una costruzione a navata unica senza abside e coperta da una volta a botte di epoca basso-medievale, più volte ristrutturata fino al XVIII secolo.


GROTTA E TORRE DI MONTE LABBRO 
(Torre e cappella rupestre – XIX secolo)
Località: Arcidosso (GR)
La grotta e, soprattutto, la torre “nuragica” in cima al monte Labbro sono strettamente legati alla vita ed alla storia di David Lazzaretti, detto anche il profeta dell’Amiata. Colui che nella seconda metà dell’800 fondò una fratellanza religioso-sociale, i giurisdavidici, basata sulla condivisione dei beni terreni e sulla spiritualità dell’anima. Lazzaretti morì nell’Agosto 1878, fermato a fucilate dai carabinieri durante una processione considerata come una manifestazione sovversiva. A testimonianza della presenza di questa comunità restano appunto la torre e la piccola chiesetta ricavata all’interno della grotta sottostante, ancora oggi meta di pellegrinaggi.




ROMITORIO DI SAN CRISTOFORO ALLA SELVA 
(Ex chiesa-romitorio – XIV secolo)
Località: Roccalbegna (GR)
Il romitorio di San Cristoforo alla Selva sorge in un bosco di castagni secolari alle pendici del monte Faete nel grossetano. Di origine incerta, sembra essere appartenuto dapprima agli Agostiniani, quindi alla comunità di Roccalbegna; verso la fine del ‘700 viene ceduto e destinato ad usi agricoli. Per il resto, nel presbiterio si possono ancora osservare tracce di affreschi.


ORATORIO DI PITIGLIANO 
(Oratorio rupestre – IV secolo)
Località: Pitigliano (GR)
L’oratorio rupestre, situato fuori le mura in prossimità della porta di Sovana, si presenta come una piccola grotta di forma ellissoidale scandita all’interno da semicolonnine e archetti a tutto sesto scolpiti sulla parete di fondo. Secondo un’interpretazione controversa, un’epigrafe sulla parete destra recherebbe una data del IV secolo, non corroborata però da segni o simboli tipici dell’epoca paleocristiana.




ORATORIO ANONIMO 
(Oratorio rupestre – V secolo)
Località: Sovana (GR)
L’oratorio in questione si trova nascosto nella boscaglia in una zona poco fuori dall’abitato e si articola in una serie di ambienti scavati nella parete tufacea, alcuni dei quali inaccessibili a causa dei crolli subiti dalla struttura. Nell’aula principale si può ancora rinvenire un altare, cui si accede con dei gradini incisi nella roccia, accompagnato da diverse nicchie e da una grande croce scolpita sul soffitto: mentre sulle pareti di un’altra adiacente sono presenti dei frammenti di affreschi di tre probabili santi. In ogni caso, se le origini cultuali dell’oratorio appartengono al tempo della cristianizzazione dell’area, gli affreschi invece, per quanto assai deteriorati, sono una testimonianza della sua vicenda in età medievale.



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